Siliconi, eletti prodotti demoniaci dell’anno!

Buongiorno a tutte bellezze e come al solito…buon lunedì!! 😉 In queste giornate fredde adoro prendermi cura dei miei adorati capelli e sono sempre alla ricerca di nuovi trattamenti e dei prodotti più consigliati. In internet però non faccio altro che leggere vari strafalcioni, soprattutto riguardo le categorie più odiate dalle fanatiche dell’eco bio…i SILICONIIII! Questo gruppo è stato demonizzato credo in ogni modo possibile e immaginabile e oggi volevo proporvi in modo ragionato vari motivi per non averne più paura e i falsi miti che ci girano attorno…siete pronte??! Se volete scoprire anche voi i falsi miti sui siliconi nei prodotti cosmetici…leggete oltre!!

Dunque dunque…da dove partire?? Io personalmente sono una grande frequentatrice di blog eco bio, ma quando vedo fare strani discorsi al limite della pseudoscienza da casalinghe fanatiche o da qualsiasi altra categoria che non ha a che fare col mondo medico, che è quello che stabilisce cosa fa ragionevolmente male e cosa bene…sinceramente prendo ed esco dal blog! 😉

Negli ultimi anni molte aziende hanno saputo giocare bene questa carta del bio, reinventando degli stessi prodotti di una loro linea in chiave “bio” scrivendo in etichetta “senza quello”, “senza st’altro” dando così il messaggio che quelle sostanze escluse dalla formulazione fossero dannose o nocive per la salute di pelle o capelli. Se qualcuna frequenta qualche sito scientifico che parla di ingredienti dannosi nei prodotti cosmetici, infatti, non troverà mai e poi mai degli studi che dimostrano che i siliconi sono dannosi per pelle e capelli, ma che bensì ne apportano solo benefici. Gli unici studi fatti fin’ora riguardano la sensibilizzazione da parte di una piccola fetta di popolazione nei confronti di alcuni preservanti, che vengono sistematicamente eliminati dalle formulazioni; è il caso ad esempio del fenossietanolo, preservante ancora ampiamente usato nei prodotti bio tra l’altro, vari parabeni, cessori di formaldeide ecc ecc. images-2

Ma concentriamoci sui siliconi, che altrimenti diventa un libro e non più un post di un blog…quali sono le accuse maggiormente tese nei confronti di questa categoria chimica??

“Non fanno respirare pelle e capelli”, accusa il web ecobio. Che poi, che qualifica abbia chi dice queste frasi o su che fonte attendibile l’abbia letto, dio solo lo sa. Fatto sta che è partita un’accusa virale che è diventata un Sacro Graal nel giro di poche settimane, ed è stata talmente forte che ciò ha portato addirittura a un vero e riconosciuto movimento che ha cambiato i prodotti venduti dalle aziende cosmetiche, facendo uscire delle linee dedicate al bio e facendo nascere dal nulla delle aziende che producessero solo prodotti bio. Questo è uno dei più grandi poteri dell’influenza del web. Mi sto dilungando ancora, un’altra volta. Stavamo dicendo…con che fondamenti può una persona accusare la pelle di non respirare se applica un prodotto contenente un qualsiasi silicone? images-1

Iniziamo subito dicendo che anche il concetto di pelle che respira non è molto capito in questi blog…forse le ragazze si immaginano un continuo scambio di ossigeno e acqua stile polmoni, non ho ben chiara la cosa. Fatto sta che la pelle ha delle microaperture dette pori, dai quali fuoriesce il famoso sebo, che serve a proteggere la cute (motivo per cui se rimosso in eccesso ne vengono meno le capacità protettive, ergo lavarsi di continuo la faccia); questo sebo ha una composizione chimica molto ben precisa e in condizioni normali i pori non si vedono, il sebo esce regolarmente e stiamo tutti bene. In condizioni di pelle poco nutrita (badare bene, non significa non idratata, che è la mancanza di frazione d’acqua. Anche questo concetto è molto ben confuso sul web), quindi povera di sebo, i pori sono invisibili e la pelle appare secca. Nelle condizioni opposte invece la pelle ne produce molto e la pelle avrà un aspetto più tonico e lucido. Nelle pelli che sviluppano acne, invece, in più c’è un fattore che consiste nel non saper gestire questo grasso che esce, è una cosa propria, congenita, non potrà mai cambiarla nessun cosmetico, ma potrà essere gestita attraverso alcune creme apposite. Dicevo, in questi tipi di pelle le cellule epidermiche hanno uno scarso ricambio e associato a una troppa produzione di sebo i pori non sanno più gestire tutta questa fuoriuscita e babammm si intasano! Questo è il primo step per la formazione del comedone. Se vi è poi un’infiammazione dovuta a inquinamento microbico, terzo fattore indispensabile, si svilupperà il famoso brufolo. Da questa condizione sono esclusi problemi ormonali, in cui vi è una stimolazione di ghiandole sebacee attraverso altri meccanismi, e intolleranze alimentari, che possono anch’esse causare acne attraverso tutt’altri meccanismi. Dunque…escludiamo il fatto che voi non rientrate in nessuna di queste categorie…cosa potrebbe effettivamente bloccare la fuoriuscita di sebo dai vostri pori? La risposta è banale: applicando qualcosa che abbia densità molto maggiore del sebo. Essendo questo composto per più della metà da acidi grassi insaturi, una cosa che potrebbe bloccarne un po’ la fuoriuscita sono gli oli pesanti, quindi quelli composti in prevalenza o quasi totalmente da grassi saturi. Qualche esempio? Gli oli minerali, ad esempio la paraffina, che risulta utilissima in altre condizioni di cui non ci occuperemo qui ma che non va bene per chi ha problemi di comedoni sul viso, e alcuni oli vegetali tanto osannati dal mondo ecobio come l’olio di ricino. Alcune fanatiche ce l’hanno tanto coi siliconi e poi comprano creme che hanno come secondo ingrediente olio di ricino o olio di cocco e se lo spalmano in faccia. Capiamo quindi come sia importante evitare certi ingredienti se sappiamo di avere una pelle con molti comedoni. Andranno invece bene prodotti contenenti oli leggeri come l’olio di semi d’uva o l’olio di argan, o semplicemente qualsiasi cosa che non rientri in questa categoria di cui ho appena parlato. Le pelli che non producono sebo in eccesso non vedono invece questi tipi di restrizione.download

E i siliconi che hanno a che fare in tutto ciò? I siliconi, poveretti, sono solo una matrice che fa da base al prodotto e all’interno di questi vengono aggiunte le varie componenti che verranno poi cedute alla pelle, come alcune sostanze funzionali con un compito specifico: esempio antiossidanti, antirughe, alcune sostanze per l’acne eccetera. I siliconi non interagiscono in alcun modo con la cute umana, non si integrano con i normali lipidi della cute, non bloccano il sebo che fuoriesce e tanti saluti. Se avrete notato, una pelle acneica se cambia fondotinta da uno normale a uno ecobio non vedrà mai e poi mai scomparire l’acne, ammesso e concesso che sia solo un problema di pelle come nella maggior parte dei casi e le diagnosi mediche smentiscano problemi ormonali o altro. I siliconi danno quella bellissima sensazione alla crema, la rendono più spalmabile, più liscia e le danno quella consistenza tipica che so solo definire “cremosa”. Se avete iniziato invece a utilizzare alcuni fondotinta ecobio in cui assolutamente i siliconi si salvi chi può…avete notato come nella maggior parte dei casi sembra di spalmare fango o comunque un prodotto dalla consistenza molto pastosa? Questa cosa è data appunto dall’assenza di una base siliconica nel prodotto. Che poi, altra contraddizione, negli stessi fondotinta in cui sono vietati questi ingredienti per questione di preservazione diventa obbligatorio usare alte percentuali di alcool, almeno il 40% per garantire la durata di almeno un anno dall’apertura. Vi siete mai chieste se sia meglio spalmarsi un prodotto a base di alcool (guardare gli inci se non mi credete, se non ci sono preservanti chimici o l’alcool lo trovate al secondo posto o il prodotto non è conservato in modo adeguato) o con una matrice a base di siliconi? Tanto per la cronaca, l’alcool disidrata e può creare irritazioni. Così per dire.

E per quanto riguarda i capelli? Li il discorso si fa ancora più al limite dell’assurdo. I siliconi vengono accusati di non far respirare i capelli, ma anche solo se il prodotto viene spalmato sulle punte. Cosa??! I capelli prendono il loro nutrimento dalle radici, finchè rimangono in vigore le basi scientifiche della tricologia (la scienza dei capelli) finchè un capelli rimane attaccato alla cute assume le sostanze per accrescersi e allungarsi dalla profondità. Anche se voi mettete un silicone sulle punte, a lui non interessa, non deve fare nessunissimo scambio gassoso con l’esterno visto che è composto solo da cellule morte. A lui interessa solo non spezzarsi sulle punte e questa cosa la potete ottenere guardacaso attraverso i siliconi (cristalli liquidi ad esempio), che creano una pellicola attorno alla punta e impediscono al capello di dividersi a metà e formare quindi la doppia punta. E sulla cute, dove il capello cresce? Anche li, stesso discorso. Potete mettervi pure il petrolio in  testa ma il capello prenderà il suo nutrimento dalla profondità, cioè la radice, e crescerà lo stesso, che voi lo vogliate o meno. Che Carlita dolce lo voglia o meno. Al limite per la cute può valere lo stesso discorso degli olio pesanti, ma trattandosi di capelli e non di pori, al massimo l’effetto che otterrete mettendo oli è di proteggere capelli e cute reintegrando i normali oli.

Al di là di quello che il web pensa, i siliconi sono indispensabili per ottenere dei buoni prodotti cosmetici, che la cosa vada dai detergenti (cosa tra l’altro insensata visto il brevissimo tempo in cui cute o capelli vengono a contatto con il silicone del prodotto, nei detergenti la cosa che dovrebbero preoccupare semmai sono i tensioattivi), agli ombretti, ai fondotinta ecc. Se avete occasione di informarvi infatti, la differenza di prezzo dai cosmetici delle case costose come Dior e Chanel dipendono anche dalle matrici siliconiche utilizzate, che rendono il prodotto di una consistenza diversissima da quelli economici. O che l’ecobio può sognarsi e basta.

Un bacione, M.

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