Chi sono gli stilisti che si rifiutano di vestire Melania Trump e perchè

Da pochissimi giorni è la nuova First Lady degli Stati Uniti d’America, ma per Melania Trump la scalata verso la completa accettazione è solo all’inizio: infatti, mentre il marito Donald siederà sulla poltrona più potente del mondo, Melania si ritroverà con l’armadio vuoto, ovvero la lista di stilisti che si rifiutano di vestirla si allunga di giorno in giorno. Tutto il contrario di ciò che invece avvenne per Michelle Obama, una delle donne più copiate al mondo dopo Kate Middleton, secondo i principi del riciclo e del sostegno a nuovi designer.

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E allora cosa succede se sei la donna più potente al mondo, se potresti comprarti qualsiasi abito, qualsiasi consulente di stile, e vivere 24 ore su 24 negli atelier degli stilisti più famosi, ma nessuno di loro vuole accettare l’incarico di vestirti? Si prospetta una sfida durissima per Melania, ma prima di giudicare, vediamo chi sono questi stilisti e le loro motivazioni.

CHRISTIAN SIRIANO

“Per ora non ne ho intenzione…vediamo come andrà nei prossimi quattro anni”

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MARC JACOBS

Jacobs in particolare aveva disegnato una t-shirt pro-Hillary Clinton.

“Non ho alcun interesse. Personalmente preferisco mettere tutta la mia energia nell’aiutare coloro che saranno feriti da Trump e dai suoi sostenitori”

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TOM FORD

Tom Ford, stilista e regista texano, è ricordato per un episodio in particolare avvenuto due anni fa, prima della candidatura del marito Donald, quando aveva negato un abito su misura proprio a Melania, sostenendo che lei fosse lontana dalla sua estetica di donna, e che una futura first lady non dovrebbe indossare abiti così costosi ma essere vicina alla nazione anche nelle scelta d’abbigliamento.

“Anche un paio di anni fa mi era arrivata la proposta di vestirla. E ho detto di no. Non è la mia immagine di donna. A parte il fatto che avrei ampiamente preferito, da democratico, vestire Hillary Clinton. Anche se la stessa Hillary non voleva indossare i miei abiti, erano troppo costosi e lei desiderava potersi relazionare con tutti. E la capisco”.

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SOPHIE THEALLET

Sophie, che ha vestito Michelle Obama in passato, è stata la prima ad esortare i colleghi a rifiutarsi di vestire la futura first lady per non correre il rischio di supportare incosapevolmente le idee pericolose e reazionarie del marito.

“Non voglio essere per nulla associata alla prossima First Lady. La retorica del razzismo, della xenofobia, del sessismo, valori alla base della campagna presidenziale del marito sono agli antipodi con i miei valori”

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PHILLIP LIM

“Come marchio globale siamo sempre alla ricerca di collaborazioni con persone  che condividano con noi valori e rapporti autentici, che si basino su inclusione, diversità, giustizia, coscienza, innovazione. Detto questo non abbiamo un rapporto con la signora Trump e non prevedo di averne uno in futuro”

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DEREK LAM

“Trovo difficile essere coinvolto nel vestire la nuova First Lady. Preferirei concentrarmi su una società più giusta,di cui andare fieri, basata su un rispetto reciproco. Non voglio giudicare i valori di Melania Trump, solo, personalmente, non voglio essere coinvolto nella presidenza Trump”

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HUMBERTO LEON (KENZO)

“Nessuno dovrebbe vestirla e se lei compra i vostri abiti dite esplicitamente ai consumatori che voi non la supportate”

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NAEEM KHAN

“Un designer è un artista: e dovrebbe essere libero di vestire chi vuole e chi no. Non credo sia giusto: i valori di questa amministrazione non sono conformi con i valori che sento siano alla base di questa Nazione”

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La giusta via di mezzo si potrebbe trovare nel parere di Giorgio Armani, il quale sostiene che si tratti solo di lavoro, e solo di vestiti.

 

Baci

Sara

 

 

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